L'attività di rilievo a Pierle prosegue. Quanto già anticipato nell'articolo Precedente si è concretizzato il 18 Ottobre con l'utilizzo di una stazione laser. In quella pagina avevamo descritto le operazioni di misurazione effettuate con la Stazione Totale. Avevamo anche detto che una Stazione Laser avrebbe reso il lavoro molto più accurato. Per questo motivo i due tesisti Francesco Ranicchi e Besmira Braho, hanno condotto a Pierle il Prof. Fallavolita Federico, che ha portato con se una delle stazioni Laser che l'Università di Bologna ha in dotazione presso la sede di Cesena. Ad accompagnare i due tesisti c'era anche una terza studentessa di Architettura, Giovannini Elisabetta Caterina, anch'essa in procinto di laurearsi ed interessata all'uso della Stazione Laser per la sua tesi.
Il Prof. Fallavolita Federico è un Ricercatore di Disegno presso la Facoltà di Architettura di Cesena, dell'Università di Bologna. Si occupa tra l'altro, di problemi di rappresentazione e rilievo architettonico. In particolare si interessa di geometria descrittiva rivista in base ai nuovi strumenti informatici.
La giornata del Professore e dei suoi studenti è iniziata molto presto. Il regolamento dell'Università di Bologna prevede che le Stazioni Laser, visto l'elevato valore che hanno, non possano rimanere fuori della facoltà, più di una giorno. Gli studenti che intendono farne uso devono trovare un Docente accompagnatore e mettersi in lista di attesa. Questo è l'iter che hanno seguito anche Francesco e Besmira. Il regolamento prevede inoltre che prima della riconsegna, la stazione debba essere svuotata di tutte le misure, in modo che chi la dovesse utilizzare il giorno succcessivo, la trovi pronta all'uso, con tutta la memoria libera.
Sulla base di questo regolamento, la giornata si è sviluppata nel seguente modo ed i nostri tecnici hanno dovuto:

  • Prelevare il Laser dalla facoltà a Cesena, all'apertura dei dipartimenti;
  • Raggiungere Pierle che dista circa 180 Km;
  • Eseguire i Rilievi del castello con l'obiettivo di effetture il maggior numero di posizionamenti visto che la stazione è disponibile per una giornata solamente;
  • Ritornare in Facoltà a Cesena, altri 180 Km;
  • Scaricare le misurazioni liberando la memoria della Stazione Laser ;
  • Riconsegnare lo strumento prima della chiusura dei Dipartimenti.

Appena arrivati alla rocca, il Professore e gli studenti si sono subito dati da fare. In base ad una tabella di marcia già stabilita hanno cominciato con il primo piazzamento della stazione laser nella stanza più a Nord. Le operazioni prevedono la messa "in bolla" del treppiede cioè un posizionamento stabile ed orientato del supporto che terrà la stazione durante la misurazione. Successivamente si provvede a posizinare la stazione ed alla accensione della stessa.
Durante la fase di accensione, che può durare anche diversi minuti, la stazione verifica, tra l'altro, anche la qualità del posizionamento, informandone gli operatori. Se una collocazione non consente alla stazione di disporre correttamente la sua ottica, ci sarà una segnalazione e la macchina non si avvierà.
Dopo il posizionamento e l'accensione della stazione è possibile presisporre la macchina per la misura. Tutte le funzioni sono accessibili tramite uno schermo Touch-screen e la stazione funziona come un computer o come un smart-Phone. Sono presenti diverse applicazioni attraverso le quali si accede alle impostazioni della macchina o ai files delle misurazioni già effettuate.
Una delle fasi che richiede maggior esperienza è la scelta della posizione dove collocare la stazione laser. Il punto di misurazione deve essere tale da consentire l'illuminazione del maggior numero di dettagli nel castello, ma contemporaneamente deve consentire di collegare tra loro le varie misurazioni effettuate. Per tale motivo è necessario che alcune punti del castello vengano misurati più volte nella giornata e da diversi piazzamenti, per poter poi ricomporre tutto il castello al computer.
Una volta piazzata ed accesa la stazione avvia la sua misurazione. Gli operatori devono allontanarsi dalla stazione mentre questa illumina il soggetto per non fare ombra alle pareti o non sporcare le fotografie. Infatti la macchina in fase di rilievo compie due campionamenti. Il primo attraverso un fascio laser che misura distanza ed angolazione dei punti ed un secondo attraverso una serie di fotografie. La stazione provvede in automatico a sovrappore i due rilievi restiuendo nuvole di punti colorate in base alle informazioni estratte dalle immagini stesse.
Finita la misurazione è possibile visionare quanto rilevato direttamente dallo schermo LCD dello strumento. Tutte le fotografie scattate, nella misurazione appena terminata, son già state unite in un unica immagine panoramica a 360° che può essere navigata con la touch-pen. Questa visione permette di valutare parametri quali la luminosità e l'esposizione delle immagini, con il fine di ottimizzare la qualità della ripresa fotografica.
Attraverso un'altra applicazione è possibile anche visionare in anteprima le nuvole di punti misurate. Questa rappresentazione è meno intuitiva rispetto a quella fotografica, perchè le immagini hanno una rappresentazione in coordinate polari che risulta meno facile da intuire. Una cosa è certa, i punti dove il laser non ha incontrato ostacoli entro la sua gittata di 35 metri, sono neri, perchè la misurazione è fallita.
Terminata la misurazione la macchina viene spenta. Prima che lo scanner si spenga completamente passano alcuni minuti, trascorsi i quali lo stesso viene riposto con cura dentro la sua scatola. Lo scanner è abbastanza pesante e risulta poco maneggevole, per di più la sua ottica interna è molto delicata. Per questo deve essere spostato spento dentro il suo contenitore.
Scelta una nuova posizione si ricomincia da capo. Posizionamento cavalletto, messa in bolla con manopole, fissaggio con le chiusure, montaggio della stazione ed accensione. Ma questa volta il professore decide che dopo sei stazioni (posizionamenti) gli studenti possano essere in grado di avviare da soli una nuova misurazione. Vengono impartite le ultime raccomandazioni e gli studenti impostano la macchina per avviare un altra misura.
Qualche piccola incertezza e sotto la costate supervione del docente, Besmira ed Elisabetta provano ad avviare una nuova stazione. Bisogna fare anche una piccola calibrazione del colore della macchina fotografica dato che la stazione si trova ora nel cortile grande di Pierle e l'illuminazione ambientale è cambiata rispetto alle precedenti stazioni. Mezzo cortile è ora all'ombra mentre il resto è in pieno sole. Le foto dovranno essere corrette in post-produzione.
Comunque indipendentemente dal qualsiasi considerazione fotografica, la giornata è stata ottima dal punto di vista meteorologico. Per essere alla terza settimana di Ottobre, il tempo è stato fin troppo clemente. La mattina nebbiosa ha lasciato il posto ad una splendida giornata di sole che ha offerto un clima ideale per effettuare i rilievi.
Ecco un dettaglio della scatala della stazione laser. Questo è un oggetto decisamente importante. Serve per tenere assolutamente ferma la stazione durante il trasporto e renderla il più possibile immune agli scuotimenti. Il valore di una stazione è legato alla bontà della sua ottica che chiaramete si basa sulla precisione della suo costosissimo e delicato sistema di lenti.
In questa foto è rappresentata lo scanner laser mentre rileva l'ultima stazione. Bisogna fare in fretta, perché la stazione stà per illuminarci mentre stiamo scattando le foto. E' decisamente sconsigliato far collimare l'ottica della stazione con quella della mia fotocamera che verrebbe irreparabilmente bruciata. E' decisamente l'ultima stazione. Comincia a far buio. Poi il Professore e gli studenti devono rientrare a Cesena.
Dopo qualche settimana gli studenti hanno inviato alcune schermate che il software di post-produzione ha realizzato. In queste immagini virtuali viene rappresentata la Rocca di Pierle sotto forma di nuvole di punti colorate ottenute dalla sovrapposizione delle misurazioni effettuate il 18 ottobre. Immagini molto suggestive.
Questa immagine virtuale mostra la facciata sud del maschio di Pierle. Quella che sembra una fotografia è invece un insieme di punti che esprimono geometricamente i muri di Pierle.
Nella vista prospettica dall'alto si riconosce ancora una volta la forma del Castello di Pierle. In queste immagini sono però disponibili tutte le misure della Rocca di Pierle ed è possibile attraverso la loro rielaborazione progettare interventi su misura con l'obiettivo di salvare la magnifica struttura dal suo stato di degrado.
Di nuovo un ottimo lavoro ragazzi.